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Su di me

ImagewefMi chiamo Alberto ho 23 anni e ho studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera un mix di cinema, fotografia, grafica interattiva e teatro multimediale. Fui spinto verso tale percorso dalla passione per la settima arte, soprattutto nelle sue fasi di pre-produzione, stesura del soggetto, scrittura e storyboarding: per tanto tempo avevo sognato di fare lo sceneggiatore, o il regista, e l’accademia mi sembrava il luogo perfetto per imparare la tecnica, fare esperienza e lanciarmi in nuovi generi di ginnastica espressiva. Non immaginavo che Brera mi avrebbe trovato così indigesto da sputarmi lontano. Nei miei tre anni braidensi, tra le altre cose, ho compreso la complessità e la difficoltà del lavoro attoriale (e la complicata dialettica che esso ha con il mondo della regia), ho capito che illuminare un set è un’operazione delicata e importante, per il significato della scena oltre che per la sua atmosfera, e ho imparato a confrontarmi con il frutto del lavoro altrui. Ho provato sulla mia pelle la delusione per il fallimento di idee eccezionali sviluppate svogliatamente, o di progetti ben gestiti ma fin dall’inizio inconsistenti. Mi sono fatto la pelle dentro e fuori l’accademia, davanti e dietro lo schermo, sul palco e dietro le quinte.

Poi mi sono laureato, e ho abbandonato quel mondo giocoso, colorato e – a modo suo – drammatico per intraprendere un percorso universitario vero e proprio, Scienze Cognitive, all’UNIMI. Cosa hanno in comune queste due realtà? Apparentemente molto poco, se escludiamo la spiccata tendenza all’interdisciplinarietà. Ma a scavare in profondità si trova qualcosa di più, una connessione profonda tra le intenzioni dell’espressione artistica e delle scienze della mente. Anche se in modi molto diversi, sempre di persone si sta parlando, di quel che esse fanno e del perchè lo fanno. Nell’arte, di qualsiasi genere, l’uomo è il soggetto, mentre nella scienza esso è l’oggetto: si tratta di punti di vista opposti ma convergenti. Per me il passaggio da un campo all’altro è stato fluido; semplicemente i metodi con cui approcciavo il materiale umano stavano cambiando, insieme con le mie aspirazioni, e questo mi ha spinto verso nuovi lidi. Ho un altro blog, qui, in cui discuto stratificate questioni scientifico-filosofiche connesse con il concetto di complessità, che ha obiettivi diversi da questo, e in cui utilizzo un tono ben più rigoroso. Il presente sito non ha ambizioni elevate, serve a me per riprendere a scoprire il mondo del cinema, facendo un tuffo nelle vecchie abitudini, e potrebbe permettere a qualcuno di confrontarsi con le opinioni di un ex addetto ai lavori.

Spero che l’iniziativa venga apprezzata.

Curriculum VitaeQUI

 

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