RSS

Archivio dell'autore: Alb

Informazioni su Alb

"Some folks hate the idea of our uncovering the secrets of how the conscious mind works, and just to make sure we don’t impose our understanding on them, they counsel that we give it up as a lost cause. If we take their advice, they will be right, so let’s ignore them and get on with this difficult, but not impossible, quest." - Daniel C. Dennett

Ralph Wrecks the Internet

blog

Ci sono i film di animazione per bambini, semplici, colorati, pieni di gag elementari. Poi ci sono i film di animazione per adulti, drammatici, spesso volgari, in grado di trattare temi importanti. E infine ci sono sono i film di animazione che sono al tempo stesso per bambini e per adulti, perché riescono a creare storie universalmente emozionanti e personaggi memorabili. A quest’ultima categoria appartengono i miei film di animazione preferiti, come Lilo e Stitch, Dragon Trainer e Wreck-it Ralph e le pellicole di Miyazaki,

Fino alla visione di Ralph Wrecks the Inernet non pensavo che potesse esistere un quarto tipo di film di animazione. Un film in grado di convincere tanto i bambini quanto gli adulti, ma non per la vicenda trasversalmente appassionante colma di personaggi con cui è possibile empatizzare fortemente. No. Ralph Wrecks the Inernet ha una vicenda lineare fino alla banalità, con personaggi macchiettistici e una marea di gag idiote. E al tempo stesso propone un fanservice spinto che riempie fino al 50 percento del film, zeppandolo di riferimenti alla cultura pop, citazioni ed easter eggs. Il risultato è un film scadente che però riesce a catturare i genitori e i figli facendo leva sui loro universi di riferimento.

Questo è esattamente l’opposto di quello che io apprezzo in un film. Una cosa paracula, priva di organicità, stracolma di elementi superflui che tolgono tempo al reale approfondimento psicologico e allo sviluppo della vicenda. Il successo di tale gioco di prestigio, che conduce alla glorificazione di un aborto cinematografico, mi porta ad odiare il film profondamente.

Il mio voto è 2/10.

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 13 gennaio 2019 in Senza categoria

 

Wreck-it Ralph

ralph

Era da tempo che non uscivo tanto deliziato dalla visione di un film. Uno strano tepore mi pervadeva, avevo il sorriso stampato sulle labbra e un sacco di immagini per la testa.

Wreck-it Ralph è una favola moderna, figlia della miglior Disney, in grado di reinterpretare in maniera sorprendente l’immaginario arcade cui molti di noi sono legati, e di farlo con grande ironia. La vicenda, che nasce quasi spontaneamente dal substrato videoludico e dai personaggi a modo loro già caratterizzati dal proprio passato pop, è tutt’altro che semplice e lineare. Ricca e in un certo senso complessa, la storia semina e raccoglie con sapienza e cuore.

Di più: Wreck-it Ralph racconta la storia degli ultimi, emarginati bizzarri e sgangherati, che non ne combinano una giusta. Siamo ben lontani dal principesco classico Disney e molto più vicini al tenero ed energico disastro di film come Lilo e Stich. Ralph e Vanellope sono due antieroi coi fiocchi, spumeggianti insieme, emozionanti da soli, fantastici inseriti nel coloratissimo universo del film.

Il misto tra l’immaginario arcade, il miglior 3D, e quel pizzico di sprint manga che accende Sugar Rush, mi frullerà nella testa per un bel po’. Domani vado a vedere Ralph Breaks the Internet.

Voto: 9/10

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 7 gennaio 2019 in Animazione, Avventura, Commedia, Fantasy

 

Tag: , ,

Facebook Review: Prisoners

prisoners

Prisoners è un poliziesco cupo, tanto nell’estetica quando nell’azione. Racconta di un rapimento di due bambine, per questo prigioniere, e della reazione dei genitori all’evento.
Intanto, nel corso della vicenda, avvengono altri rapimenti, più o meno slegati da quello principale, più o meno inaspettati.
Di conseguenza prisoners può essere riferito a tutte le vittime o anche, più in generale, alla condizione umana.

Il film non è affatto gradevole: è duro, oscuro, lento, pesante.
Poco male, ci ci sono capolavori con queste caratteristiche. Eppure tali capolavori hanno sempre qualcosa di più, che sia nelle atmosfere, nel messaggio, nelle psicologie dei personaggi o nelle scelte registiche.
Prisoners invece ha ben poche frecce al proprio arco per farsi volere bene, a meno che si desideri vivere due ore di intenso disagio.
Ricorda come atmosfera alcune serie TV (Bosch, True Detective, The Fall), che però a loro favore hanno una narrazione un po’ più grintosa e dei cliffhanger in grado di tenere alta l’attrazione. Dal momento che in Prisoners c’è meno sprint e non c’è mai un reale colpo di scena il film perde lo spettatore piuttosto facilmente.

Inoltre Prisoners ha qualcosa di sbagliato al di là del mood generale. È particolarmente indulgente con il protagonista che, in uno stato di rabbiosa disperazione, compie atti efferati che non vengono quasi affatto condannati. Gli altri personaggi ne sono indifferenti o vagamente turbati, la polizia non sembra particolarmente interessata, e l’autore stesso di queste azioni non vive la cosa con dolore ma solo inutile rabbia. La storia non lo punisce, anzi, giustifica le sue azioni in più punti fino ad una semi-glorificazione.
In questo aspetto il film diventa quasi un revenge movie, genere che mi provoca intenso disgusto nel suo puntare ad emozioni molto basse. La cosa mi ha ricordato un altro film molto indulgente nei confronti della protagonista, osannato da pubblico e critica, e che ho io odiato profondamente: Three Billbords outside Ebbing, Missouri.

Voto 4/10 (solo per le prove attoriali).

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 2 gennaio 2019 in Drammatico, Thriller

 

Tag: , , ,

Facebook Review: The Square

the square

Un film sull’arte, sulle convenzioni sociali e sul significato delle relazioni umane. Incredibilmente though-provoking senza risultare pesante, anzi. Sarei andato avanti a vederlo per ore e ore da quanto ero divertito e stimolato. Bellissimo, il miglior film che ho visto quest’anno.

Voto: 10/10

 
Commenti disabilitati su Facebook Review: The Square

Pubblicato da su 31 dicembre 2018 in Drammatico, Satira

 

Tag: , , , ,

Facebook Review: Perfetti Sconosciuti

after-thrsdregtfsf-storm

PERFETTI SCONOSCIUTI è una figata. Scritto benissimo, recitato meglio, con un ritmo perfetto. È divertente, è drammatico, è elegante. E l’idea di base è geniale.

Però non mi ha convinto. Mi ha lasciato con la sgradevolissima sensazione che fossero stati assegnati ai vari personaggi dei punteggi di meschinità, e lo scopo del film fosse quello di svelarli progressivamente allo spettatore. Perfetti Sconosciuti finisce, senza volerlo, per essere una grande classifica, e la cosa non mi è piaciuta per niente: il tutto è estremamente guidato, e pretenzioso: “Questo NO, questo SÌ, questo SÌ ma non è bellissimo, questo NO ma potrebbe essere SÌ, questo assolutamente NO”.

SPOILER 👇

– Al settimo posto c’è il ragazzo omosessuale che non ha fatto niente di male a nessuno ed è solo insicuro.
– Al sesto posto c’è la giovane moglie di buon cuore che sente ancora l’ex solo per aiutarlo.
– Al quinto posto c’è il padre saggio, che dice parecchie balle ma a fin di bene.
– Al quarto posto c’è il marito birichino che si fa mandare le foto sconce, ma è di buon cuore e prende le parti dell’amico gay.
– Al terzo posto c’è la moglie alcolizzata che tradisce virtualmente con sconosciuti.
– Al secondo posto c’è la madre che tradisce il marito con il migliore amico. E odia la propria figlia.
– Al primo posto c’è il MALE ASSOLUTO, cioè il traditore seriale. Che è pure omofobo.

Niente di male nell’inserire personaggi con questi background in un film, ma quando è così semplice metterli in fila e fare una classifica significa che gli autori volevano che questo fosse il percepito. Dovrebbe stare a me valutare chi è più infame e chi invece lo è di meno (come ad esempio in Carnage di Polanski), piuttosto che essere un lavoro già stato fatto a monte. Questa mancanza di ambiguità morale è sgradevole, e mi ha svalutato completamente il film. Peccato.

Voto 6/10

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 22 novembre 2018 in Commedia, Drammatico, Psicologico

 

Tag: , ,

Facebook Review: Spiderman Homecoming

after-thrsdfsf-storm.png

SPIDERMAN HOMECOMING: UN FILM CHE RIESCE NELLE COSE DIFFICILI E FALLISCE IN QUELLE FACILI.

Questo è il giudizio che mi sentirei di dare al film, in una riga.

Perchè gli obiettivi ambiziosi che si era posto li raggiunge alla grandissima, con un universo Marvel presente e credibile, il personaggio di Spiderman molto centrato e un villain finalmente entusiasmante. Ma non solo, perché il film supera di moltissimo le aspettative per quanto riguarda l’ossatura relazionale, mettendo in scena rapporti tra i personaggi di prim’ordine, sinceri, asciutti, emozionanti. Se a questo si somma l’instancabile comicità e un colpo di scena bello spiazzante si può solo applaudire di fronte alla perizia con cui è stata scritta la sceneggiatura. Tutte cose DIFFICILI, perchè creare un microcosmo umano interessante non è scontato, specialmente in una tipologia di film in cui questa componente è sempre stata trascurata.

E quindi dov’è che Spiderman Homecoming non riesce? A parer mio nella messa in scena di quelli devono essere i pilastri di un cinecomic: epicità, adrenalina e percezione del pericolo. Perchè questo Spiderman ha delle scene d’azione confuse, con un ritmo altalenante e poca spettacolarità. Non si provano i brividi ad assistere al confronto tra l’eroe e i nemici che si trova davanti, e l’esaltazione per la vittoria, per il riscatto, per il superamento dei propri limiti è praticamente assente. E questo perchè Peter non è mai davvero in difficoltà, la posta in gioco non è molto alta o molto chiara e Spiderman è overpowered in una maniera sbagliata: se il rapporto inesperienza/forza è efficace nella creazione di scene divertenti, non riesce ad esserlo dal punto di vista strettamente drammatico, che poi è quello più importante a livello di storytelling. La sfida del pathos è stata superata anche da cinecomic mediocri come Iron Man 2 (e in piccola parte perfino dall’aborto di Batman V Superman) e per questo io la considero FACILE. È un peccato che un film di qualità come Spiderman Homecoming fatichi tanto in questo.

Che poi, in realtà, come ha detto la maggior parte dei critici: il film è incredibilmente divertente, chi se ne frega del resto?

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 9 luglio 2018 in Action, Commedia, Superhero Movie, Teen

 

Tag: , ,

Facebook Review: Avengers Infinity War

after-thrsdfsf-storm

Avengers: Infinity War è un grande, emozionante film action. Grande perché unisce così tanti personaggi, mondi e stili. Emozionante perché racconta di decisioni difficili, di sacrifici e di lutti. Action perché gli scontri sono la spina dorsale dell’opera, a volte in maniera virtuosa, altre volte no. Se tutta questa azione avesse condotto a un finale negli standard hollywoodiani si tratterebbe di un film discreto, ben fatto ma non privo di vari cliché di genere, tra cui appunto i classici happy ending.

Invece il finale ribalta tutto e permette all’opera di superare la barriera del blockbuster. Così Avengers: Infinity War da grande ed emozionante film action diventa un colossale e commovente film drammatico. E i bambini in sala muti.

Qualche considerazione aggiuntiva (con leggeri spoiler):
Thanos è un personaggio splendidamente caratterizzato, con degli occhi che parlano e una sensibilità superiore a quella della maggior parte dei villain cinematografici. In un certo senso è il vero protagonista del film. Sicuramente è il protagonista della scena emotivamente più forte.
– Nonostante il film abbia una seconda parte, secondo me non deve essere letto in funzione di ciò. In primo luogo perché non sappiamo come sarà la seconda parte ed è sbagliato interpretare tutto in base a delle congetture. In secondo luogo perché ogni opera, anche quelle in franchise, devono poter essere prese da sole, con la loro vicenda e i loro messaggi. Il fatto che Avengers: Infinity War si conclude in modo tragico non lo
rende più dipendente dal suo seguito, anzi.
Thor continua l’intensa parabola iniziata in Thor: Ragnarok. Se il Dio del tuono si può considerare il vero eroe del film è solo grazie agli eventi del film precedente, che sotto la patina di comicità nascondeva un’anima estremamente drammatica. Purtroppo non si può dire la stessa cosa di Captain America, sacrificato per esigenze narrative e assolutamente secondario. Da suo grande fan mi dispiaccio molto di questa scelta.
– Il Wakanda si conferma essere un luogo insulso, male caratterizzato politicamente, tecnologicamente e culturalmente: solo immagine e niente sostanza.
– Per essere goduto il film necessita di una sospensione dell’incredulità leggermente superiore al solito, a causa dell’esistenza di personaggi con poteri  la cui portata non è molto chiara. Se ci si inizia a chiedere “perché personaggio X non ha fatto questo, o personaggio Y non ha fatto quello”, si arriverà molto presto a detestare il film. A parer mio sono dubbi sufficientemente secondari per passarci sopra, ma posso capire che non sia così per tutti.

Voto 7/10

 
 

Tag: , , ,