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Joker

09 Ott

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Nel 2009 al Festival del Cinema di Venezia veniva presentato un piccolo film austriaco della regista Jessica Hausner, Lourdes. In quella sede la pellicola ricevette sia il premio SIGNIS dell’Organizzazione Cattolica per il Cinema sia il premio BRIAN dell’Unione Atei e Agnostici Razionalisti: un risultato a dir poco inaspettato per un film che affrontava a viso aperto la tematica del miracolo.
Esattamente 10 anni dopo, alla 76° edizione del Festival di Venezia, Joker di Todd Philips trionfa vincendo il Leone d’Oro. E questo Joker ha molto in comune con Lourdes, perché non è da meno nel giocare con l’ambiguità del messaggio che manda.

Spoilers ⬇️

Da un lato infatti il film può essere inteso come il racconto di una rivolta contro il potere, guidata più o meno consapevolmente da un Arthur messo ai margini della società. Joker infatti, vessato al lavoro, aggredito in strada, irriso in televisione, vittima della malattia e di un passato doloroso si incammina per una strada oscura. Così, solo e sofferente, dopo aver perso tutto, abbraccia la violenza e compie atti che condurranno ad una sollevazione popolare. Nelle sue ultime parole allo show televisivo echeggia l’accusa di un dolore inascoltato: “Loro pensano che noi staremo buoni e subiremo tutto come bravi ragazzi. Che non impazziremo e non daremo di matto!” e anche “Ho ucciso quei ragazzi perché erano orribili. Sono tutti orribili di questi tempi. È abbastanza per far impazzire chiunque!”.
Quindi Arthur viene portato in salvo dalle folle e innalzato a idolo della rivolta. Giacca rossa e gilet giallo. Joker diventa il simbolo della rivalsa sociale degli emarginati.

Questa interpretazione del film come pamphlet eversivo, che giustifica la violenza dei deboli verso i forti è però solo una faccia della medaglia. Il regista Todd Philips suggerisce questa lettura, ma non credo che la sposi. Secondo me Joker è un film politico, ma non è un film che intende radicalizzare le persone, piuttosto è un’opera che cerca di farle riflettere sulle premesse e sugli esiti di una lotta di classe violenta.

Quindi dall’altro lato il film può essere inteso come una critica alla rivolta che avviene nel finale: Joker diventa sì un simbolo, ma lo diventa suo malgrado, trascinato da irrazionali forze popolari da cui non è in grado di prendere le distanze. La storia di Arthur infatti non è una storia collettiva, è una storia di sofferenza intima e personale che conduce alla violenza dell’esasperazione. E non è una storia di redenzione, ma di perdita: del lavoro, del sostegno medico, della famiglia, della dignità e infine del senno.
Se è vero che dove Arthur muore come persona Joker sorge come simbolo, in ciò non c’è nessuna rivalsa, ma solo un vuoto sfogo. Quello è il momento in cui la richiesta di aiuto cessa, e Arthur abbandona definitivamente ogni briciolo di umanità. L’uccisione della psicologa nella scena finale del film indica che è stato superato un punto di non ritorno: Arthur fino a quel momento aveva associato meccanicamente il bene alle persone che lo trattavano con gentilezza (L’assistente sociale e il nano), e il male alle persone che lo avevano aggredito e umiliato (i ricchi ragazzi bianchi), deformando di conseguenza la percezione della realtà sociale che gli stava attorno. Così egli arriva ad amare tutti coloro che gli ricordano gli individui amici, cioè le persone di colore e i bambini, e ad odiare coloro che gli ricordano gli individui nemici, cioè i maschi bianchi. Questo da un lato sottolinea come la battaglia a lui ispirata sia irrazionale ed effimera, ma dall’altro ci mostra quanto egli abbia bisogno di amore e di amicizia. Fino alla scena finale che chiude definitivamente questa porta.

E così abbiamo l’effetto Lourdes. Due contrapposte visioni della vita e della società si ritrovano entrambe all’interno del medesimo film. Come gli atei e i cattolici rivedevano nella pellicola di Jessica Hausner la propria metafisica, così anarchici e umanisti trovano in Joker la propria visione della società. Io personalmente credo che Todd Philips nasconda un messaggio di solidarietà dietro un film che parla di odio. Credo che voglia ispirarci a tendere la mano ai potenziali Joker, e non a schierarci al loro fianco brandendo i forconi. Credo che ci chieda di restare umani e razionali. Ma potrei sbagliarmi.

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2019 in Crime, Drammatico, Psicologico, Superhero Movie

 

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