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The Boys

10 Ago

the boys

The Boys si presenta come uno sguardo anti-holliwoodiano sul mondo dei supereroi: crudo, violento, sessualmente esplicito, ci racconta come i superpoteri possano essere utilizzati per piegare il mondo al proprio volere. Il marketing aggressivo, al centro della vicenda quanto lo è della nostra quotidianità, una volta unito a capacità sovrumane e a un profondo cinismo, promette di dare vita ad una distopia molto oscura. Il giusto trionfo di una narrativa opposta a quella proposta dalla Marvel.

Non è così. The Boys non è affatto il prodotto anti-holliwoodiano che vorrebbe farci credere. È invece una serie commerciale in tutti i suoi momenti chiave, non è autoriale, non riesce ad osare veramente e pur presentando una visione anticonvenzionale del superuomo è molto convenzionale nelle sue scelte narrative. Lo Chiamavano Jeeg Robot è un film di supereroi anti-holliwoodiano, Super è un film di supereroi anti-holliwoodiano, e perfino Watchmen riesce ad esserlo, con un po’ di fiatone. The Boys non lo è.

Bisogna capire questo e accettarlo per potersi godere realmente la serie. Perché in realtà i riferimenti alla cultura pop, il giocare con gli stereotipi, i colpi di scena, una cazzutaggine un po’ retrò e la fondamentale ignoranza di fondo sono molto piacevoli. E la dimensione psicologica e relazionale dei personaggi, pur con qualche scivolone, è sopra la media. The Boys è più un prodotto alla Deadpool che alla Watchmen, e infatti è diventato in fretta la serie più vista su Amazon Video: chiacchieratissima, esplicita al punto giusto, anticonformista al punto giusto, intrigante al punto giusto. È stato un colpo da maestro commercialmente parlando.

The Boys è un mix di cose che funzionano a tempi alterni, in un momento sembrano mosse geniali e il momento dopo delle trovate da quattro soldi. Quasi tutto involontario, perché gli autori si prendono molto sul serio – forse troppo? Billy Butcher passa dall’essere un Punisher incazzato alla parodia del poliziotto cattivo anni 70. Hugie a metà della serie perde completamente la concentrazione e viene svuotato da obiettivi, desideri, emozioni, ricordi: tabula rasa. Mentre A-Train e Abisso sono personaggi scritti molto bene con una psicologia interessante e approfondita, Queen Maeve e Kimiko non hanno uno straccio di personalità. La Vaught è una specie di tigre di carta, a tratti sfavillante e invincibile a tratti assolutamente incapace di compiere qualsiasi tipo di azione e di reagire agli eventi. Frenchie è un personaggio fantastico, sembra uscito da un film di Tarantino, ma parla troppo. Tutti parlano troppo. Si nota la tendenza ad infilare interminabili dialoghi pieni di silenzi e sguardi per fare minutaggio.

Ma ci sono due personaggi che secondo me rappresentano perfettamente il successo e il fallimento della serie: Patriota e Starlight. Starlight è uno dei personaggi peggio costruiti che abbia visto negli ultimi tempi: è banale, stereotipata, senza alcun guizzo o accenno di evoluzione. Si tratta fondamentalmente di una insopportabile Mary Sue, moralmente superiore, bellissima, amata da tutti. A differenza degli altri personaggi può comportarsi a propria discrezione senza che vi siano conseguenze – cosa che in un mondo crudo e realistico come quello di The Boys è particolarmente odiosa (qualcuno ha detto Deaenerys?). Sul finale diventa protagonista di un deus ex machina telefonatissimo che neanche nei Power Rangers.
Al contrario Patriota è un grande personaggio: praticamente onnipotente, leader autorevole e temuto, restituisce una sensazione di enorme forza e insieme di grande controllo. Al tempo stesso è anche un uomo crudele e vendicativo che desidera solo appagare il proprio ego. Però dietro queste due facciate c’è dell’altro, c’è dell’ambiguità, c’è un passato colmo di segreti e c’è una profonda infelicità.

Patriota è il motivo per continuare a guardare The Boys, Starlight è il motivo per smettere di guardarla. La prima stagione promette molto e ripaga in parte, semina tanto e raccoglie poco. Potrebbe essere perché è scritta in maniera poco lucida o perché è solo un pezzo di un grande disegno. Lo scopriremo vivendo.

Voto: 6,5/10

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2019 in Action, Drammatico, Metafiction, Superhero Movie

 

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