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Avengers Endgame

01 Mag

endgame+

[Spoilers ⬇️]

Nelle prime due ore di Avengers Endgame ci sono circa due minuti di azione. 20 secondi sul Pianeta Giardino di Thanos, 30 secondi con Cap versus Cap, 20 secondi di Nebula che picchia un mostracchio e 1 minuto di Occhio di Falco samurai-ninja dal futuro. Numeri approssimativi, giuro che non guardavo il film con cronometro in mano! Il fatto è che le prime due ore di Avengers Endgame consistono in un intero film di supereroi SENZA azione. Poteva finire tutto così, con le gemme che arrivavano nella linea temporale principale, schioccone, salutoni, e titoloni. E sarebbe stato ugualmente un ottimo film.

Non va in questo modo perché, giustamente, dopo due ore di drammi, promesse, risate, trip introspettivi e momenti nostalgia, avevamo tutti bisogno di una svegliata. E che svegliata: la più ambiziosa scena d’azione del cinema contemporaneo! Era giusto che dopo una premessa così importante arrivasse una chiusura che lo fosse altrettanto. La battaglia finale è il premio per aver partecipato ad un’avventura lunga 11 anni e 22 film: è enorme, esaltante, totale. L’ho vista 2 volte al cinema e numerose volte in bootleg osceni su youtube, e non sono mai riuscito a trattenere le lacrime.

[Heavy Spoilers ⬇️]

Eppure, se i primi due terzi del film sono di roccia, e stanno in piedi con pochissima (e superflua) azione, un motivo c’è. I protagonisti del film, gli Avengers originali, hanno nel corso del tempo sviluppato una psicologia così reale che le loro mosse risultano totalmente naturali nel dar vita ad una vicenda prima di tutto umana. Una storia che parla di elaborazione del lutto, responsabilità, fallimento, famiglia, e solo infine di eroismo. Ciascuno dei sei Avengers risponde in maniera personale alla tragedia che conclude Infinity War. Natasha si aggrappa ad un passato che non esiste più, senza di cui si sente persa. Steve cerca di essere un modello positivo per la comunità pur non riuscendo a dare l’esempio. Tony ha una famiglia, come se il disastro gli avesse dato la forza di lasciarsi andare. Thor è un ridicolo alcolizzato, rifugiatosi nel più infantile angolo della sua personalità per fuggire il dolore della sconfitta. Clint è trasformato dai lutti in un brutale assassino corroso dalla rabbia. E Bruce, storicamente in conflitto con sé stesso più di chiunque altro, ha invece trovato la sua pace. Sei eroi, sei facce della stessa medaglia.

Da qui in avanti, tentando di risolvere il problema, o rifiutando di risolverlo, gli archi eroici iniziati 11 anni fa procedono e si chiudono.
Natasha si sacrifica per l’unica cosa che ha mai realmente importato per lei.
Clint torna dalla famiglia dopo averla creduta persa per sempre, e aver cercato di ritirarsi più volte per il loro bene.
Bruce definisce “il proprio scopo ultimo” indossare il guanto e schioccare, traguardo raggiungibile solo perché è riuscito a fare pace con Hulk, dando vita alla migliore versione di sé.
Thor conclude la sua regressione tra le braccia della madre, un bambino schiacciato da un universo che gli ha tolto ogni cosa. La sua è la parabola tragica di un eroe sconfitto dall’incapacità di gestire le proprie emozioni – una scelta autoriale geniale a coraggiosa, che fa suoi toni tragicomici di Thor Ragnarock.
Tony dopo una vita di successi, di eccessi, di rimorsi, di ottime idee finite male e di paranoie che non fanno dormire, finalmente può riposare il sonno dell’eroe. Tony, colui che ha sempre desiderato sacrificarsi per redimersi, arriva a farlo solo dopo aver costruito qualcosa che non è più disposto cedere. La rinuncia ad un futuro con la famiglia è un atto di puro eroismo.
Steve si prende una rivincita sull’Hydra, dimostra oltre ogni dubbio di essere degno, fronteggia da solo la più grande minaccia dell’universo, e infine torna da Peggy nel 1950. Quest’ultimo gesto indica che Steve ha abbandonato il sentiero di abnegazione del soldato, per scegliere la rivalsa personale: timidamente in Winter Soldier, con forza in Civil War e con assoluta risoluzione in Avengers Endgame. Il finale di Endgame è l’atto egoista di un uomo che non deve più nulla al mondo.

Gli archi di Thor, Tony e Steve non possono essere più diversi di così, non possono essere più giusti di così, e concludono degnamente 11 anni di storie, insieme alla battaglia contro Thanos. Cuore e cervello ballano di gioia.

Secondo me diversi dei pareri negativi su Avengers Endgame, che criticano a parer mio incongruenze trascurabili o forzature inesistenti, dipendono invece dal fatto che il film abbia poca, concentratissima, azione. Chi ha il solo desiderio di godersi gli eroi menare le mani, non potendo accettare due ore di film prive di ciò, si sfoga attaccando alla cieca uno storytelling che ha pochi punti deboli.
Per fortuna un’enorme silenziosa maggioranza continua a riempire i cinema, portando Avengers Endgame verso il successo planetario. All’interno di questa maggioranza spero che ci sia chi riesca ad apprezzare a fondo il sapiente lavoro di scrittura dei personaggi. Spero che ci sia chi sappia cogliere la preziosa tessitura di riferimenti tra il film e i nodi dell’universo cinematografico. E spero che ci sia chi riesca ad amare il fatto che la conclusione di tutto avrebbe anche potuto non avere una sola esplosione.

giphy (1)

Voto: 9/10

 
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Pubblicato da su 1 maggio 2019 in Action, Drammatico, Superhero Movie

 

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