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The Killing of a Sacred Deer

17 Gen

deer

The Killing of a Sacred Deer è il tipo di film che continua a tornare in mente senza un motivo. È estremamente potente, nelle immagini, nelle musiche, nei dialoghi, ma è anche molto ambiguo e allegorico: una combinazione esplosiva. In questo ha avuto su di me un effetto simile a Mother! di Aronofsky, film a cui ripenso spesso nonostante (o forse proprio perché) faccio ancora molta fatica a coglierne la totalità dei messaggi.

The Killing of a Sacred DeerMother! sono film volutamente astrusi, fatti apposta per risultare oscuri e incomprensibili. Anzi, l’azione si segue molto bene e i personaggi si relazionano tra di loro in maniera credibile e funzionale. Certo, diversi comportamenti vengono estremizzati per risultare scomodi a chi guarda, per suscitare straniamento, perfino orrore, ma ciò non rende la vicenda irrealistica. Così Martin è appiccicoso in una maniera inquietante ma non esagerata, Steven è gelido anche nei momenti di tenerezza e i suoi figli paiono particolarmente alienati.

Il film compie però un passo in più, che lo distanzia dal modello del classico thriller psicologico: ad un certo punto accade qualcosa di inspiegabile. Questo, da un lato permette di scoprire le psicologie dei personaggi secondo modalità innovative, e dall’altro mette in gioco un livello di interpretazione ulteriore, simbolico. L’assurdità di alcuni accadimenti, al limite del sovrannaturale, consente al film di lanciare messaggi cifrati di una certa complessità, e così di affrontare argomenti apparentemente lontani dalla vicenda narrata come la maturazione sessuale, il ciclo della vita e la tragicità dell’amore.

Importante notare come l’interpretazione allegorica della vicenda sia incoraggiata da un titolo che altrimenti avrebbe ben poco a che fare con la vicenda. “Il Sacrificio del Cervo Sacro” allude in maniera inequivocabile al mito di Ifigenia, nel quale Agamennone viene punito per il suo essersi vantato con la dea Artemide di aver ucciso un cervo in una battuta di caccia di successo.

Un po’ tragedia greca, un po’ dramma familiare, un po’ horror psicologico, The Killing of a Sacred Deer è un’opera poetica che non si finisce mai realmente di decifrare. Peccato solo per il finale un po’ debole.

Voto: 8/10

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Pubblicato da su 17 gennaio 2019 in Drammatico, Horror, Psicologico, Thriller

 

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